Dal grappolo al calice…

Lo splendido periodo della vendemmia si sta chiudendo anche per quest’anno, e noi l’abbiamo vissuto con la consueta emozione.

Stavolta, però, abbiamo pensato di farvi rivivere quella stessa nostra emozione, accompagnandovi a conoscere tutti i passaggi di questa avventura antica quanto la storia dell’uomo, eppure sempre nuova.

Le Vigne del Groppetto
Le Vigne del Gruppetto

 

Il dottor Gabriele Ficai, che da tanti anni collabora con noi fornendoci il mosto della sua tenuta “Il Gruppetto” di Neviano de’ Rossi (Parma), ci ha aperto il cancello e gli occhi sulla storia dei grappoli di Pinot Nero, che diventerà una delle basi dei nostri spumanti, dal momento in cui sono raccolti a quando arrivano nella nostra Cantina.

Il panorama dei colli di Parma visti dalle vigne del Gruppetto
Il panorama dei colli di Parma visti dalle vigne del Gruppetto

La vendemmia vera e propria – la raccolta manuale dei grappoli – avviene i primi di settembre sui colli di Parma, sotto il caldo sole che quest’anno ha provveduto a far maturare presto gli acini. È il momento che più richiama alla mente la tradizione: il lavoro fisico, la scelta dei grappoli (facile, quest’anno erano tutti perfetti), i dialoghi tra i filari, i sorrisi e la stanchezza.

Il fascino della vendemmia
Il fascino della vendemmia

Immediatamente dopo essere stata raccolta, l’uva in cassette viene portata in sede e caricata su un nastro trasportatore per raggiungere la pigiatrice, che schiaccia gli acini attraverso un procedimento detto pigiatura soffice.

L'uva appena raccolta arriva subito in sede
L’uva appena raccolta arriva subito in sede

Essa permette di non aggredire l’acino, rischiando così di disperdere troppo le componenti organolettiche responsabili di colore, sapore e profumo del vino.

Gli acini vengono immediatamente lavorati nella pigiatrice
Gli acini vengono immediatamente lavorati nella pigiatrice

La diraspatrice separa quindi i raspi dagli acini, scartandoli e permettendo di ottenere un composto di liquido, bucce e vinacce.

Le diraspatrice permette di scartare velocemente i raspi
Le diraspatrice permette di scartare velocemente i raspi

Trattandosi di un’uva rossa, dovrà rimanere solo per poche ore con  vinacce e bucce, in maniera che esse non rilascino troppo colore e polifenoli, conferendo così colore e sapore tipici del vino rosso: la separazione di questi elementi dal mosto viene chiamata svinatura, e ci permette di ottenere un mosto omogeneo, non alcolico e molto zuccherino, destinato a proseguire la sua vita in cantina per diventare vino. Il suo profumo intenso, dolce e fruttato inonda la Cantina e immediatamente risveglia in noi quel grandioso cammino che è il fare vino, uguale da migliaia di anni eppure sempre nuovo.

In attesa della svinatura
In attesa della svinatura

Quando il mosto arriva in cantina, è necessario eseguire una prima analisi di controllo per assicurarsi che esso soddisfi tutti i requisiti di qualità; se è così, possiamo iniziare a lavorarlo.

Prima di tutto, viene posto in grossi recipienti di acciaio, dove avviene la prima fermentazione ad opera dei lieviti già naturalmente presenti sulla buccia dell’uva, ma anche e soprattutto di lieviti selezionati appositamente aggiunti: è in questa fase che lo zucchero del mosto si trasforma in alcool.

I lieviti in azione sul mosto
I lieviti in azione sul mosto

Mentre la fermentazione è in atto, noi ci adeguiamo al suo ritmo e attendiamo finché non sarà conclusa. Per raccontarvi, in tempo reale, come continua questa bellissima storia.

Che tra qualche giorno troverete sempre qui…

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Data pubblicazione: 18OTT
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Post Author: lambruscoadmin