OTELLO 80 ANNI. CHOMP

L’evoluzione della società tra street art e surrealismo

La Chomp, progetto nato cinque anni fa dalla fusione delle menti e della creatività di Federico ed Isaia, che si conoscono e collaborano dai banchi di scuola, si è ormai evoluta dalla sua identità iniziale di marchio serigrafico per t-shirt mantenendo come tratto distintivo la voglia di sperimentare e creare.

La serie di etichette per il NerodiLambrusco mantiene un forte filo conduttore e un concetto potente alla base: un’evoluzione dell’uomo negli ultimi ottant’anni che non è evoluzione del singolo ma dell’umanità intera, la storia è storia collettiva e viene rappresentata da momenti, abbigliamenti, colori salienti e simbolici per ogni decennio raffigurato.

La scelta di non rappresentare un viso specifico nasce proprio dalla volontà di esprimere tale concetto, e i tratti somatici sono sostituiti da una forma geometrica. Partendo, con gli anni Quaranta, dal triangolo (il poligono col minor numero di lati), arriviamo nel decennio in corso ad un cerchio, niente più angoli ma una visione finale in cui il presente che stiamo vivendo è già futuro.

Anche il colore è elemento fondamentale nella raffigurazione di questo concetto; si parte da una prima opera quasi in bianco e nero per poi veder aumentare le tinte e la loro vivacità, individuando contemporaneamente quelle caratteristiche di ogni decennio.

 

 

 

Pettinatura e abiti sono quelli tipici della moda di quest’epoca, e il triangolo del volto riprende quello delle forme femminili in voga allora. I colori sui toni del grigio sembrano richiamare la televisione in bianco e nero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Fifties statunitensi, l’abbigliamento da pin-up, e la spider richiamata dal quadrilatero sul volto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il modulo di comando Columbia, durante l’allunaggio, con a fianco uno degli astronauti della missione Apollo 11. Il pentagono nel viso del personaggio fa da controcanto al profilo della navicella stessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il volto è un esagono la cui parte superiore diventa la bandana in testa a un hippie, simboli della pace e il colore vivace dei jeans e della natura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tema è l’aerobica, il body dalle tinte fluo è decorato con le stesse linee che formano lo sfondo, il volto riprende la stessa spigolosità e irregolarità.

 

 

 

 

 

 

 

 

La street art, i graffiti, l’ambiente urbano e la forma del volto che richiama quella dei murales alle spalle del personaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rap, tatuaggio, dilatatore e, su tutti, il colore dell’inchiostro. La posizione della mano ha un suo parallelismo nel poligono ormai irregolare in cui prevalgono gli angoli convessi.

 

 

 

 

 

 

 

Siamo noi, ma è qualcosa di ancora più avanti di noi. Il robot, i colori che si fanno freddi e metallici, la sfera al posto del volto che finalmente acquisisce un senso e una completezza, un presente che è già futuro.

 

 

 

 

 

Una sintesi del progetto è offerta dagli stessi autori della serie:

“L’idea di base è stata individuare uno o più elementi chiave di ogni decennio
da rappresentare in un personaggio con relativo sfondo, senza renderlo tuttavia pienamente umano, ma una figura in evoluzione verso il futuro.
L’evoluzione è rappresentata dall’aumento dei lati dei poligoni e con l’uso dei colori: dal bianco e nero e colori spenti nei primi decenni, via via sempre più accesi fino a un elevata elaborazione digitale negli ultimi”.

 

Un’idea di evoluzione dentro la quale ci inseriamo, e che chiaramente comprendiamo, dove il progresso di storia, forma e colore è progresso dell’umanità, quindi anche nostro.

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Data pubblicazione: 24MAG
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Post Author: lambruscoadmin

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