OTELLO 80 ANNI. JOHNNY COBALTO

Canoni di bellezza universali, stile unico e personale.

Dal Novecento in poi, con l’avvento del cinema, l’immaginario collettivo è stato caratterizzato anche da figure iconiche del mondo dello spettacolo, diventate simbolo di un’epoca, di una moda, di canoni di bellezza universali. La figura della diva, di decennio in decennio, modifica le sue caratteristiche principali e porta con sé un insieme di canoni estetici, caratteriali e di identità che rispecchiano l’ideale femminile degli ultimi ottant’anni.

Johnny Cobalto ha deciso di partire proprio da questo assunto per creare una serie di otto etichette in cui raffigura in una maniera del tutto personale una ragazza che si veste e acconcia ispirandosi alle sue dive preferite.

La linea spessa che delimita la figura, il riempimento con tinte unite nelle varie tonalità dello stesso colore, i colori stessi in scala che, visti in un’ottica più ampia, danno una significativa continuità alla serie nella sua interezza, e il viso dei soggetti – i tre occhi e il naso pronunciato – permettono di riconoscere immediatamente la mano dell’artista.

Interessante ispirarsi alla figura femminile, simbolica e perfetta; toglierle allo stesso tempo la sua proverbiale bellezza per rievocarla attraverso l’utilizzo di linee squilibrate, forme abbondanti e la rappresentazione di un’intuizione più che della realtà. Rappresentare però, nello stesso tempo, un ideale, esteriore ed interiore, trasfigurato, della donna nell’immaginario collettivo.

 

 

 

Lana Turner, la sua composta eleganza, il fascino rétro e la ricchezza di pellicce e drappi dei set della Hollywood degli anni d’oro. Una donna sofisticata, forte ed estremamente femminile risponde opponendosi ai canoni immediatamente precedenti, quelli della donna androgina degli anni Venti. Il conflitto mondiale vede da una parte la figura maschile compresa nella sua bellicosa virilità e trova una suo parallelo in una donna in cui i la femminilità sia compostamente amplificata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La citazione della Marilyn Monroe di Quando la moglie è in vacanza diventa esplicita e immortale, ma c’è qualcosa di capovolto: la pelle scura della ragazza contrasta con i capelli chiari sui toni del salmone. Gli anni Cinquanta vedono il Dopoguerra, un ritorno alla leggerezza, e l’ideale è quello di ragazze sorridenti e dalle forme prosperose, specchio dell’ottimismo del Dopoguerra. Il brio, l’indole brillante e  vivace e la personalità diventano tratti imprescindibili dell’ideale femminile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cappello a falda larga, collana di perle e costume intero richiamano subito alla mente una giovane Sophia Loren all’apice della carriera. La donna ideale è ancora quella del Dopoguerra, dove la rinata economia e l’abbondanza di cibo generano ottimismo nelle persone, le forme prosperose, ricche e molto femminili suggeriscono una sensualità che restituisce alla donna, contemporaneamente, il suo ruolo materno e familiare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tailleur, caschetto scolpito e sigaretta: lo stile androgino di Anjelica Huston simbolo degli anni Settanta più glamour e collaterali. Dopo il ’68 la donna si è liberata dagli stereotipi estremamente femminili, e il decennio successivo ha visto una totale libertà di espressione e di look, dove i tratti sessualizzanti non siano accentuati e dove al contrario l’identità e di conseguenza la personalità delle icone sia del tutto personale e non definita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Edwige Fenech, la sua prorompente femminilità e il look anni Ottanta, ripreso dall’arredo e dalla tappezzeria che sembrano quasi quelli di tanti suoi set e dell’immaginario degli italiani. Possiamo dire che rispecchi la morbidezza e l’opulenza delle forme dell’ideale diffuso nell’Italia di questi anni, sviluppatosi in risposta allo spirito rivoluzionario degli anni precedenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dolcevita, i lunghi capelli mossi sono tratti inconfondibili degli anni Novanta, la cui icona Kim Basinger viene richiamata subito alla mente da quest’opera in cui dall’ocra iniziale siamo ormai passati al blu. La donna è manager, ha un ruolo sociale sempre più definito, lavora e usa la sua intelligenza e il suo carisma. L’ideale è quello di una figura femminile che sappia coniugare fascino e forza, e che non si lasci intimidire.

 

 

 

 

 

 

 

 

Come non riconoscere Cameron Diaz? Il taglio alle spalle, chiaro e sbarazzino, riporta alla mente quest’epoca e la t-shirt bianca rievoca uno dei suoi film più famosi. I capelli corti e scalati e il trucco naturale suggeriscono un’idea di freschezza, disimpegno, ritorno all’essenziale. Ciò che la donna deve trasmettere è un’idea di salute fisica, di corpo “in forma”, sportivo e atletico e insieme sempre femminile ed affascinante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il trench e la cuffia contemporanei, modernissimi, e un’attrice eclettica e coltissima come Natalie Portman, che bene esprime la donna del futuro: talento, bellezza ma anche tanto carisma. Il look è curato e solo apparentemente casual, ogni particolare è studiato e la donna tende ad un ideale, non esplicitato ma palese, di perfezione della propria identità.

 

 

 

 

 

 

La sintesi del lavoro che lo stesso autore fa svela proprio l’ispirazione diretta che gli viene dal cinema e dalle sue icone:

“Rappresentare 8 decadi mi ha dato l’opportunità di unire due grandi passioni
che mi porto dietro da sempre: il cinema e l’illustrazione.
Ogni decennio ha come protagonista una ragazza come tante che,
ispirandosi alla diva di quel determinato periodo storico, ne omaggia pose e abbigliamento”.

 

L’unicità, l’utilizzo del colore lungo tutta la serie, il filo conduttore forte e moderno fanno di quest’ultima un’opera di grande impatto, tutta da collezionare e conservare.

http://www.johnnycobalto.it/

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Data pubblicazione: 28MAG
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Post Author: lambruscoadmin

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