OTELLO 80 ANNI. NOTAWONDERBOY

L’arte del gioco e il gioco dell’arte.

Notawonderboy è un nome che dice tutto.

Se, come lui stesso afferma, non è un ragazzo fenomenale, il segreto del successo delle sue opere sta nella loro semplicità, una normalità molto comprensibile ed evocativa insieme.

Il tema che ha scelto di sviluppare per noi è perfetto proprio per la sua semplicità: il gioco.

Non si tratta esclusivamente del gioco infantile, ma di elementi presenti nell’immaginario collettivo come evocativi di un’epoca.

Ma se ci pensiamo, il gioco è naturale ed istintivo dentro ognuno di noi. I cuccioli giocano, i bambini giocano, è un gesto di creatività e di espressione di se stessi, non molto diverso dall’arte.

Non stupisce che la scelta di immagini semplici ed istintive nasconda grandi significati, e come sia d’altra parte facile per opere come queste affascinare gli spettatori, catturarli coinvolgendoli in un flusso di ricordi che ognuna di loro risveglia nella mente.

 

 

 

Il cerchio spinto da un bastone è la strada, i ragazzi che escono e condividono, lo spirito del gruppo, il divertimento infinito anche con gli oggetti più semplici del mondo. È la guerra e la sua fine, i pochi mezzi, il sapersi arrangiare e creare un’icona indimenticabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’hula hoop, che è sempre cerchio ma cambia funzione, è alla vita di una presunta pin-up, silhouette e stampa tipiche dell’epoca. È un gioco, ma di nuovo ci immerge in un mondo che è cambiato radicalmente in soli dieci anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I pattini a rotelle non coinvolgono solo grandi e piccoli, non sono solo oggetto ludico ma simbolo di tutta una cultura statunitense diffusa in più ambiti, dal cinema ai romanzi, dalla musica alle serie televisive. Antesignani dei rollerblade, addirittura indossati dalle cameriere dei locali, sono un gioco ma anche molto di più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cubo di Rubik, è gioco, ma solo per un po’. Poi diventa simbolo di un’epoca, modo di dire, sinonimo di rompicapo, è citato in ogni ambito della cultura e della società, sfida per tutti e traguardo di pochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il joystick è le prime console attaccate al televisore, i giochi iconici, i suoni robotici e le grafiche rudimentali, lavorare in DOS, è il passaggio del computer da strumento di solo lavoro a contenitore di programmi di svago da fruire da soli o in compagnia – diventa mezzo per condividere, e acquisisce una valenza sociale.

 

 

 

 

 

 

 

L’Allegro Chirurgo richiama subito alla mente il periodo dei giochi di società per ragazzi, tanti i nomi e le immagini storiche impresse nella memoria di tutti noi. Abilità e strategia, e la tecnologia che entra nelle scatole dei giocattoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

Arriva lo smartphone, e da Snake in poi la strada fatta è tantissima. Ecco allora il gioco compulsivo, a tutte le età, l’utilizzo esagerato del dispositivo, che si scioglie nelle nostre mani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima frontiera della tecnologia: il visore che ci trasporta in mondi paralleli, nuovi scenari, realtà virtuali, e anche il gioco va oltre, ritorna alla sua valenza di fonte di apprendimento e maniera per espandere i propri orizzonti.

 

 

 

 

E l’autore commenta così la sua serie:

“Notawonderboy ha voluto descrivere questi 80 anni di storia dell’Otello Ceci attraverso il filo conduttore del gioco.

Ad ogni decennio, quindi, viene associato un gioco nato o prodotto in quegli anni: il gioco del cerchio negli anni ’40, l’ Hula Hoop negli anni ’50, i primi pattini negli anni ’60, il cubo di Rubik negli anni ’70, i videogiochi arcade negli anni ’80, l’ Allegro Chirurgo degli anni ’90, i social network negli anni 2000 e la realtà virtuale negli anni 2010.

Così ogni generazione si può riconoscere in una o più decadi, attraverso il ricordo dei giochi, parte fondamentale nella nostra esistenza.

Cosa possiamo definire così radicato nella nostra esperienza, se non i giochi che facevamo da bambini?

Lo stile illustrativo resta costante nelle caratteristiche che lo contraddistinguono: linee pulite, colori saturi, post- pop”.

https://www.facebook.com/notawonderboy/

PAINTINGS

 

 

 

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Data pubblicazione: 25GIU
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Post Author: lambruscoadmin

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