OTELLO 80 ANNI. SILVIA TRAPPA

Danza, moda e costume in un lucido ritratto del quotidiano

I decenni passano anche attraversi cambiamenti impercettibili, piccoli momenti del quotidiano che ci sembrano sempre identici, ma che in realtà variano e diventano simbolo di un’epoca, un gesto, una sensazione.

Silvia Trappa ha deciso di rappresentare proprio questo, il particolare, il piccolo, che in realtà significa tanto, partendo da una (apparentemente quasi scontata) parte del corpo: le gambe.

L’abbigliamento e la postura nelle varie epoche di un paio di gambe maschili e di un paio di femminili, spesso impegnate in un passo di danza, su uno sfondo o pavimentazione sempre diversi, hanno la forza evocativa delle cose che portiamo con noi ogni giorno senza nemmeno accorgercene.

D’altra parte, lo stile di Silvia è così: linee delicate, colori tenui, espressioni dolci e intense e talvolta una velata malinconia nella quale ci riconosciamo facilmente, immergendoci in un vissuto quotidiano che è a tutti gli effetti anche il nostro.

Le sue figure allungate e surreali, realizzate con tratto quasi infantile, i soggetti delicati come bambini, animali, personaggi femminili dai grandi occhi, sembrano avventurarsi nel mondo misteriosi delle emozioni.

Estremamente emozionale è quindi anche la serie creata per Cantine Ceci.

 

 

 

 

Il pavimento in marmo, la gonna sotto il ginocchio, il mezzo tacco e una postura controllata e molto bon ton. La formalità e la moderazione di anni ancora difficili, dove il rapporto tra le persone era ancora regolato da leggi non scritte ma diffuse nel vivere comune

 

 

 

 

 

 

 

 

La guerra è già più lontana, l’influenza americana si sente e i giovani ballano il rock and roll con un look più informale, piastrelle colorate e una grande e allegra voglia di rottura col passato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’epoca del twist, l’avvento della minigonna e lo stivale bianco indossato da dive e modelle. Ma è anche il momento del ballo del mattone, delle linee arrotondate, di tappezzerie e geometria. Il design e lo stile caratteristici di un’epoca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Niente di più iconico: i pantaloni a zampa, i mocassini e le zeppe. E un passo fianco a fianco, simbolo di un periodo di rivoluzioni nei rapporti umani e nella società, di unione e condivisione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli immancabili pattini a rotelle da una parte, le Converse dall’altra. Così rappresentativi da non averci ancora abbandonati. E uno sfondo astratto, con fantasie geometriche così in voga negli anni Ottanta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sneakers, anfibi e il trionfo del jeans. Dall’infanzia all’età matura, tutti vestono jeans in ogni sua possibile declinazione, dalla giacchetta indossata da icone del rock alle gonne con inserti indossate perfino dalla Barbie. Le mani in tasca, il pantaloncino corto raccontano un’informalità, una confidenzialità amichevole e uno sdoganamento dei rapporti sociali ormai consolidato.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tornano le linee dritte, la sobrietà, i colori sfumati. La scarpa da ginnastica si trasforma il formale, il tacco femminile diventa a spillo, sono gli anni delle scarpe a punta e delle linee  geometriche ma eleganti. La donna è davanti all’uomo: l’affermazione sociale e professionale femminile è in questi anni un tema vivo e ampiamente discusso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il risvoltino! Sia per uomo che per donna, abbinato a sneaker o stivale, il pantalone skinny e un nuovo grunge che si fa formale. Un disordine studiato che rispecchia come non mai quello del decennio a cui appartiene, e a cui apparteniamo anche noi.

 

 

 

 

Silvia Trappa commenta così il suo lavoro:

Un inusuale punto di vista racconta le atmosfere degli ultimi ottant’anni spingendo lo sguardo dello spettatore verso il basso.

Piedi e gambe diventano protagonisti di un’indagine sugli usi e i costumi che hanno caratterizzato la nostra società dagli anni ’40 ad oggi.  Un’accurata ricerca che parte dalla moda per soffermarsi sulle posture che ben raccontano l’evoluzione del rapporto uomo e donna nell’ultimo secolo.

 

 

Lucida, essenziale ma molto profonda l’analisi dell’artista sulla società, e la prova che essa può passare perfettamente anche attraverso mezzi toni e linee appena accennate.

 

http://www.silviatrappa.com/

https://www.lambrusco.it/80anni/artisti/silvia-trappa

 

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Data pubblicazione: 05LUG
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Post Author: lambruscoadmin

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