Il pranzo di Natale, i cappelletti e il loro destino…

…Con una goccia di Lambrusco

Una seconda parte ci doveva essere.

Non avremmo certo potuto fare i cappelletti senza poi servirli, il giorno di Natale, nel loro brodo fumante e squisito.

Ecco quindi com’è andata, o meglio come va il Natale in una tipica casa parmigiana.

La tavola è già apparecchiata. La casa è piena del meraviglioso profumo del brodo ricco e saporito.

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Da una parte, in un largo piatto, il lesso è già pronto per essere servito tra i secondi.   Tra la carne, spicca il giallo intenso del ripieno, così atteso da tutti, e ricco come pochi. Richiama il ripieno dei cappelletti, sempre parmigiano, sempre pangrattato, ma mettiamoil sale, la noce moscata, l’uovo e niente sugo dello stracotto. Ci abbiamo farcito una gallina, ed ora è ottimo per essere mangiato da solo.

Intanto, abbiamo buttato i cappelletti nell’enorme pentolone di brodo. Avendoli fatti qualche giorno

prima di Natale, li abbiamo messi in fresco e poi congelati fino al momento di mangiarli. Direttamente da congelati li buttiamo nel brodo appena prima che inizi a bollire troppo, per scongiurare il rischio di romperli.

La cottura è piuttosto lunga, ma possiamo capire che si avvicinano al

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momento in cui sono pronti quando iniziano a salire a galla, il sapore si fa più intenso e appaiono gonfi e morbidi.

Ci mettiamo a tavola, finalmente. Eccolo, il momento atteso per un anno, perché nulla fa più casa, più famiglia, più tradizione, che sedersi a tavola con un piatto fumante di cappelletti davanti.

 

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Come se non bastasse, aggiungiamo parmigiano – ma in fin dei conti, il parmigiano non basta mai.

 

 

 

 

Quest’anno sembrano anche più buoni degli altri anni! O forse ogni anno sembrano più buoni dell’anno precedente…

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E infine, il tocco di parmigianità che non si conosce fuori dalla nostra provincia, ciò che anche tanti parmigiani non provano, quasi sconcertati dall’atto: quando si è ormai almeno al terzo piatto, e i cappelletti sono già stati assaporati nella loro purezza, si può aggiungere al brodo un po’ di Lambrusco.

 

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Il brodo si fa violetto, il profumo intenso e particolare possiede il grasso e rotondo della carne e l’acido e dolce del vino. E non si può spiegare a parole in fin dei conti, ma va solo provato.

Si continua con i lessi, la mostarda, i contorni e il ricco Natale parmigiano si chiude, con i suoi colori e sapori caldi e avvolgenti.

Fino all’anno successivo…

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Data pubblicazione: 13GEN
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Post Author: lambruscoadmin

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