Si chiude la vendemmia, e tiriamo le fila

Domandandoci cosa troveremo nei calici 2018, abbiamo scoperto che…

Pare proprio che l’autunno stia arrivando, e con esso la vendemmia. Prima dell’avvento delle piogge incessanti tipiche di questa stagione sta terminando anche la raccolta delle uve rosse, e tra queste il Lambrusco.

Siamo tornati a trovare Andrea Zaldini, titolare dell’Azienda Agricola Zaldini, per comprendere se le sue percezioni di fine luglio sulla vendemmia di quest’anno si fossero dimostrate esatte.

Lo troviamo ad attenderci sulla vendemmiatrice, tra i filari di lambrusco.

Ciao! Ormai stai finendo…

Conto di finire entro oggi, pare che stasera piova e dobbiamo ormai affrettarci.

Facendo un punto della situazione, rispetto alle previsioni come sta andando?

Io sono soddisfatto sia per quanto riguarda la resa che la qualità dell’uva, mi pare una buona annata!

Inizialmente l’annata sembrava iperproduttiva, in realtà si è dimostrata un’annata normale. L’ancellotta si mantiene sugli standard degli anni precedenti – ovviamente escluso il 2017, che ha visto un grande calo di tutte le uve. Il massimo calo che ci aspettiamo sarà del 5-10%.  Non possiamo assolutamente lamentarci, visti i problemi di malattie e piogge che abbiamo dovuto affrontare. Il lambrusco ha risentito un po’ di più del problema della peronospora e delle piogge di quest’inverno, ma si partiva anche in questo caso da una sovraproduzione quindi il calo sarà, a mio avviso, irrilevante, al massimo del 10%. Purtroppo, alcune aziende non hanno gestito bene i trattamenti e hanno riportato anche quest’anno un danno del 40-50%.

Quindi paragonabile, anche se per altre cause, a quello dell’anno scorso…

Senza dubbio. Il grande nemico è stato soprattutto la peronospora.

E per quanto riguarda il clima?

Di sicuro ci ha aiutati molto, soprattutto nel mese di settembre. Praticamente non è mai piovuto ed è stato caldo. Non mi ricordo un altro settembre in cui non sia mai piovuto!

Per la qualità del vino cosa dobbiamo aspettarci?

Il sole ha scongiurato anche il pericolo della botrite e del marciume acido, non c’è nemmeno stato bisogno di intraprendere dei trattamenti.

Come grado zuccherino immagino saremo quindi a un buon livello.

Direi di sì, l’ancellotta qui da noi dovrebbe essere sui 17.60 g/l, nell’altra nostra tenuta un punto in più, e il lambrusco sui 16.70. Perfetti quindi!

Quindi dal nostro ultimo incontro la peronospora non ha fatto altri danni?

Ad agosto si è attenuata e a settembre si è fermata completamente, anche grazie alla mancanza di pioggia. Quando ci siamo visti, a fine luglio, eravamo in effetti preoccupati. Ma la fine delle piogge e il sole stesso sono riusciti ad eliminare il problema arrivando dove noi, coi trattamenti, non eravamo arrivati.

Bene! E la cocciniglia, di cui ci avevi parlato?

È un problema che ho visto quasi su tutte le aziende. È ovunque, spesso colpisce a macchie – solo alcune piante – e quest’anno ci è servito per il prossimo, abbiamo tutti compreso che andrà gestito seriamente.

Mi dicevi anche che in zona si è meno preparati ad affrontarlo, giusto?

Sì, perché è un problema relativamente nuovo, ma stiamo agendo per poterli essere. Vi accennavo anche che il Consorzio Fitosanitario ha attuato il lancio di insetti utili per combattere il problema, e quest’operazione sta dando buoni risultati. Gli insetti utili hanno retto agli altri trattamenti, non sono stati decimati e hanno ben affrontato l’annata. Sarà necessario un buon insegnamento per tutti, il prossimo inverno, su come trattare il prossimo anno.

In questi casi vengono organizzati dei corsi?

Il Consorzio organizza riunioni nelle Cantine per informare i produttori ed insegnare loro le azioni più efficaci, quali prodotti usare e consigliare aspetti tecnici.

Mi accennavi inoltre che il problema non è limitato a questa zona…

Assolutamente no, ad esempio nel modenese la cocciniglia ha dato danno più importanti e il Sorbara ne ha subito le conseguenze. Il loro disciplinare è differente e non prevede trattamenti in merito. In alcuni casi hanno vendemmiato in anticipo pur di riuscire a raccogliere qualcosa.

Tornando a noi, parliamo della vendemmiatrice. Sembra davvero efficiente.

La è! E pensare che questa, che è per il GDC (doppia cortina, ndr), è piuttosto lenta rispetto a quella per la spalliera…

E in pratica come funziona?

Scuote il filare in verticale, dall’alto in basso e viceversa. L’ancellotta si sgrana completamente, gli acini cadono e rimane solo il graspo attaccato alla pianta, mentre nel lambrusco cade anche qualche graspo.

 la vendemmiatrice in azione

Grandi innovazioni, che di sicuro permettono di limitare i costi e dimezzare i tempi. Da ogni vendemmia si impara qualcosa.

Certo. Un’altra sorpresa di quest’anno è stata una conseguenza del precedente. Ci siamo resi conto che le piante vittime della gelata e dalla brinata del 2017 sono quelle che quest’anno hanno reso veramente tanto. Non ce lo aspettavamo ma sono stati al di sopra delle medie. Le zone meno colpite, come l’altra tenuta, che avevano avuto un calo del 40% mentre noi eravamo arrivati al 60%, hanno prodotto meno quest’anno. Non ce lo aspettavamo.

Quale spiegazione avete trovato per questo fenomeno?

Sembrerebbe che le viti che l’anno scorso non hanno prodotto si siano in qualche modo “riposate” e abbiano preparato egregiamente le gemme dando quest’anno il meglio di sé. A Correggio, dove la vite veniva da una situazione meno critica, la vite ha dovuto produrre ugualmente “stressandosi” e non è riuscita a compensare in maniera così perfetta quest’anno. Questo si è notato in tutte le aziende. Chi è stato più colpito l’anno scorso, quest’anno ha avuto una buona resa. Addirittura, si erano fatte strada diverse teorie per limitare i danni della brina ma non avremmo mai pensato a questo. Non si riesce mai a prevedere come andrà l’anno successivo.

Altre zone, invece, hanno risentito della prima parte dell’estate 2018?

In zona Scandiano, ad esempio, la vite ha subito le grandinate di inizio estate e le cantine hanno registrato un 15-20% di calo, anche a causa del vento e della pioggia.

 

Sereni ed ottimisti, salutiamo Andrea, osserviamo affascinati la vendemmiatrice all’opera e attendiamo pazienti di assaggiare il nuovo vino, frutto di questa bella combinazione di clima, lavoro meticoloso e natura favorevole.

 

 

 

 

 

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Data pubblicazione: 05OTT
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Post Author: lambruscoadmin

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