Tanti auguri Maestro!

205 anni portati benissimo…

Un grande e sentito brindisi, durante il Galà Verdiano, nell’ambito del Festival Verdi, al Teatro Regio di Parma di mercoledì scorso, è risuonato in tutti i palchi, in platea, in loggione, per ricordare Giuseppe Verdi nel 205mo anniversario della sua nascita.

Impossibile non sentirsi coinvolti, emozionati mentre sul palco i cantanti intonano Libiam ne’ lieti calici, soprattutto se si è di Parma e si è nati e cresciuti, volenti o nolenti, con la lirica nel sangue.  Dal pubblico affezionato ai nuovi arrivati, fino ai loggionisti (da sempre i più esperti di musica e temuti da tutti gli artisti).

Ma di cosa è fatto veramente questo legame tra Parma e la lirica, tra Parma e il Maestro?

Il Galà pareva rispondere perfettamente a questa domanda.

Il tema delle arie proposte era la mancanza, la lontananza di persone e luoghi, e in fin dei conti anche il rapporto tra Parma e questo personaggio schietto e geniale è tutto giocato sul suo allontamento volontario dalla città natale, sulla sensazione di nostalgia postuma che questo luogo ha avuto e continua ad avere nei suoi confronti, un rapporto insomma conflittuale tra due elementi – Verdi e i parmigiani – che infine, forse, non sono così diversi.

 

Guidati dalle stesse passioni, dalla stessa testardaggine e dalla stessa convinzione nelle proprie idee, in un rimando continuo di incontri e scontri, si ritrovano insieme dopo più di duecento anni, nel tempio parmigiano della lirica.   Ed è questa la serata più adatta a lui, fatta di aneddoti che ne evidenziano il carattere diretto e genuino, note perfette e sentimenti perfettamente espressi da quelle stesse note.

Dalla fondazione del Teatro nel 1829, quando Verdi aveva solo sedici anni, ad ora, i parmigiani si sono innamorati sempre di più della lirica, l’hanno fatta loro, come un qualcosa che fa parte da sempre della loro vita e del loro modo di essere, teatrale, sentimentale, intenso. Ed è proprio lui ad aver rafforzato nel loro cuore questo modo di essere.

Ecco allora che il Festival Verdi acquisisce un senso profondo.

Ecco che un brindisi con l’Otello Rosé (Otello come il personaggio di una delle sue opere più famose, e uno spumante intenso e pulito come lui) lo si sente dal profondo.

Ecco che anche il nostro logo non è più solo un’immagine, è un simbolo, e noi eravamo lì con entusiasmo.

Ed ecco, infine, che un augurio al Maestro non è una frase di circostanza, ma un qualcosa che tutto il Teatro, noi compresi, sentivamo con il cuore.

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Data pubblicazione: 12OTT
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Post Author: lambruscoadmin

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