Tempo incerto, previsioni di vendemmia. Parte seconda

Tra i filari per farci raccontare questa strana estate dalla voce stessa dei vignaioli

L’estate di quest’anno continua a proporci cieli grigi e caldo umido alternati a panorami luminosi e piogge impreviste. Continua così il  nostro viaggio per scoprire cosa ne pensa chi in vigna ci vive. Se il Lambrusco è il vitigno rosso tipico della nostra zona, quello principale tra i bianchi è la Malvasia. Uva dalla storia millenaria, arrivata in Italia in tempi antichissimi dalla Grecia, trova in ogni regione della nostra Penisola espressioni diverse; nel Parmense la varietà tipica è la Malvasia di Candia, particolarmente aromatica e profumatissima, che viene vinificata in frizzante, sia secca che dolce, o talvolta in passito. Era d’obbligo dunque una tappa alla Madonnina

 

La Malvasia

L’Azienda Agricola La Madonnina, alle porte di Torrechiara, ospita le vigne che danno origine alla nostra Malvasia e al Lambrusco Maestri, e lì ci sentiamo un po’ di casa. Andiamo a sentire di persona cosa ne pensano i titolari. Nella mattina di luglio ci spostiamo dall’afosa e grigia Parma solo di una ventina di chilometri, eppure quando scendiamo dall’auto il clima è già diverso. Il cielo è più aperto e la brezza fresca ci avvolge piacevolmente. Paola Pavesi è già in piena attività, tra telefonate, ordini e tutto ciò che una struttura del genere comporta. Ci sediamo nel portico e parliamo, mentre l’adorata cagnolina si sdraia al fresco, un po’ ascoltandoci e un po’ prendendo le coccole di tutti.

Le vigne di Malvasia con il Castello di Torrechiara sullo sfondo

 

Iniziamo con il domandarvi che cosa state percependo voi, a livello di clima come prima cosa.

Cerco, per quanto possibile, di non dare giudizi o previsioni: per me la vendemmia si comprende a settembre dopo che l’abbiamo finita. Quest’anno, in ogni caso, possiamo dire di essere fortunati perché in giro ci sono molte malattie dovute a cambiamenti climatici, umidità, escursione termica tra il giorno e la notte, mentre noi per ora non abbiamo nulla. L‘uva è molto sana e bella e sembra che ce ne sia anche tanta. Se le cose vanno avanti così, la vendemmia 2018 potrebbe dare soddisfazioni almeno dal punto di vista quantitativo, mentre per dare giudizi su quello quantitativo dobbiamo aspettare agosto e sperare che ci sia bel tempo, quindi salga il grado zuccherino.

Abbiamo avuto quindi un’inversione di rotta negli ultimi giorni. Se subito si è fatto sentire il caldo, ad esso è seguito un momento più freddo.   

Potremmo comunque dire che tra la siccità dell’anno scorso e l’andamento altalenante di quest’anno è meglio quest’ultimo… Non è comunque troppo caldo, e quando fa freddo, almeno durante il giorno, la temperatura arriva a 25 gradi e questo fa molto bene all’uva.

La luminosa sala nuova

Sebbene non si possa prevedere con certezza, quindi, si potrebbe comunque pensare che la particolarità di quest’anno dia origine a un’annata valida.

Decisamente sì.  L’uva dovrebbe a mio avviso anche riuscire a prendere più profumi, non subendo un caldo eccessivo. Anche se continua così non dovrebbe andare male, l’acino è molto bello e gonfio. Sperando che non arrivi una serie di tempeste…

La parte verde non ha sovrastato il frutto?

Il frutto nasce comunque a priori, mesi prima, durante la fioritura. In primavera non abbiamo avuto le gelate dell’anno scorso quindi il frutto c’è. Consideriamo comunque che noi abbiamo una produzione molto limitata, addirittura diradiamo l’uva in modo da avere meno quantitativo ma più qualità a livello di uva, perché stiamo puntando al quantitativo massimo/minimo.

La vostra resa per ettaro media?

Dipende dai tipi di uva. La Malvasia come DOC dovrebbe fare al massimo 110 quintali per ettaro, l’anno scorso non ci siamo arrivati…

La Malvasia che si avvia verso la maturazione

Quindi l’anno scorso che calo quantitativo avete avuto?

Per la Malvasia siamo arrivati al 40%. Nella Termarina siamo arrivati al 60%, con una qualità eccezionale ovviamente ma anche con un grado zuccherino molto alto. Non siamo nemmeno riusciti ad abbassarlo, motivo per cui l’anno scorso non abbiamo fatto vini fermi ma solo frizzanti. Questo anno pare che prometta bene anche per vini fermi. Lavorando ad annate dobbiamo regolarci sul clima e i ritmi della natura. Noi cerchiamo di intervenire sui vini il meno possibile.

Di sicuro questo è garanzia di qualità e naturalità.

Certo, ma possono permettersi di farlo solo le piccole cantine, che hanno la possibilità di spiegare le eventuali variazioni  e caratteristiche del vino di anno in anno direttamente al consumatore.

Anche perché a Parma non siete molti a coltivare la Termarina…

Ci siamo solo noi! A noi piacerebbe che fossimo di più, perché più siamo più gira il nome. È comunque un’uva dalla resa bassissima, ha l’acino molto piccolo e pesa molto poco, addirittura nelle annate migliori la Termarina fa 35 quintali per ettaro. È un’uva per folli! L’anno scorso ha fatto solo 20 quintali per ettaro. (sorride)

Immagino però che chi viene da voi apprezzi queste scelte, che vi danno anche un’identità diversa.

Sì, anche perché bene o male di vino ora in giro ce n’è moltissimo, anche a prezzi molto bassi. Quindi quel poco che riusciamo a fare deve avere per noi caratteristiche diverse rispetto alla maggior parte dei prodotti in circolazione. Questo ci permette inoltre di non entrare in competizione con un mercato che è divoratore, inoltre non tutti sono intenditori di vino, molti guardano il prezzo e basta.

L’appezzamento di Lambrusco

Vero. D’altra parte stiamo andando anche in una direzione in cui l’utente si informa, legge, cerca di conoscere il vino.È vero. Anche perché si beve molto meno rispetto ai decenni precedenti, grazie a informazioni più articolate sugli effetti collaterali dell’alcool e le multe molto rigide per chi beve prima di guidare. Quindi, quel poco che si beve, si desidera che sia di qualità.

Esatto, lo vediamo anche noi come Cantina. La nostra Azienda si struttura in maniera differente, eppure notiamo anche noi quanto l’utente ricerchi ormai prima di tutto la qualità e la particolarità.

Certo, è vero che siamo una realtà molto più piccola, ma con gli stessi nostri fini in termini di ricerca della qualità e di fare qualcosa che si differenzi dagli altri prodotti.

Il cliente, lo vediamo anche noi, vuole sempre più entrare dentro alla realtà della cantina, sperimentare e vivere una vera e propria esperienza.

Giusto, e questo si vede anche nella richiesta sempre maggiore da parte degli utenti di degustazioni guidate con la visita al vigneto e cantina. Molti di questi sono gli stranieri, che non vengono per assaggiare il vino.  Prima vengono per vedere il vigneto, poi la cantina ed infine assaggiano il vino. Vengono da tutto il mondo. C’è anche molto interesse, per cui il primo passaggio è quello di navigare sul sito, trovare un vino e cercare di reperirlo fisicamente in cantina. Ci sono persone che vogliono sapere e capire. Il Made in Italy, nonostante stiano cercando di distruggercelo, rappresenta un’eccellenza italiana ancora ricercata in tutto il mondo. Quelli che arrivano qui vogliono vedere e capire veramente cosa sia il Made in Italy, quello vero. Addirittura, un signore dall’Illinois è venuto qui chiedendo il nostro Marzemino che aveva trovato sul nostro sito. Era già preparatissimo.

Nel silenzio delle vigne, solo lo scorrere di un ruscello…

Producete quindi anche Marzemino?

Sì, ma è una piccola produzione. Non essendo assolutamente una zona tipica per questo tipo di uva, teniamo solo pochi filari per la produzione, molto limitata, di un vino che è al 90% Marzemino e al 10% Malbo Gentile.

E la vendita al privato, con visite guidate, è possibile?

Certo, vendiamo qui e organizziamo le visite sia in piccoli che in grandi gruppi; per gli stranieri, ad esempio, va fatto su misura in quanto magari sono qui di passaggio e non riescono ad adeguarsi alla nostra organizzazione.

E fate ancora la cosa bellissima dei picnic in vigna come l’anno scorso?

Li facciamo ogni mercoledì, ma quest’anno è sempre piovuto… è un ottimo giorno, perché è a metà settimana e permette anche a chi lavora in città di staccare un attimo e di comprendere quanto sia bello vivere vicino a un vigneto, e la bellezza della natura. Mi ritengo io stessa fortunata, perché la maggior parte dei lavori non permette la vicinanza col verde, che invece io ho e fa veramente molto bene.

Mi diceva che le malattie sono ormai scongiurate per quest’anno?

Pare di sì, anche perché dopo metà luglio non si possono più fare trattamenti se non naturali, anche perché dobbiamo rispettare i tempi di carenza per la raccolta. Anche se alcuni prodotti richiedono solo 20 giorni come tempo di carenza, a noi piace arrivare a 40 giorni per dare il tempo all’uva di respirare e depurarsi. Il rischio malattia comunque diminuisce tantissimo. Ci sono invece posti dove è arrivata la malattia che quest’anno hanno avuto già danni intensi. Da noi il nostro tecnico ha trovato solo una pianta con le foglie che avevano un po’ di oidio, ma è così poco che ci va più che bene. Si sta in allerta e basta. Spesso il fatto che una malattia colpisca è dato sia del tempo sia dal fatto avere probabilmente controllato un po’ meno l’uva. Il vigneto ha bisogno di presenza tutti i giorni. Se vuoi fare il vignaiolo devi prima di tutto controllare, tenere pulita, coperta o scoperta la vigna a seconda delle necessità. Si tratta di amore. Se contro grandine o gelo non si può fare nulla, contro le malattie sì.

In conclusione, siamo positivi ma con un occhio ad agosto.

Certo, anche perché in televisione, dove parlano della vendemmia dopo che è avvenuta, si racconta sempre di annate eccezionali. Nella realtà non è sempre così ed è giusto raccontare l’incertezza di certe estati. Se continua così, comunque, sarà buono.

 

Il nostro giro tra le vigne non termina qui.

Torneremo tra qualche mese da Paola a Torrechiara e da Andrea a San Martino in Rio per ascoltare dalla loro voce come procederà la vendemmia, se agosto sarà stato favorevole, e per vedere, toccare, assaggiare di persona l’uva e scoprire, con trepidazione e curiosità, il suo destino per quest’anno.

 

 

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Data pubblicazione: 03AGO
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Post Author: lambruscoadmin

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